Scrivi il discorso di accettazione di un borioso pittore novantenne al conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Camogli.
Sagra del pesce e della penna
Aria indecisa tra primavera ed estate. In passeggiata già quasi si gomita: basta un raggio di sole e i turisti spuntano a Camogli come brufoli sul viso di un adolescente. Turisti... invasori, piuttosto: maleducati, rumorosi, supponenti, invadenti. Bacci Parodi Schiappacasse storce la bocca per il fastidio mentre un gabbiano si alza in volo da un tetto vicino e, sorvolando quell'anziano signore con il completo fresco lana del matrimonio, sgancia un cagata che lo manca di poco. Il vecchio mastica un'imprecazione in dialetto strettissimo. Le strida del bombardiere lo accompagnano fino alla soglia del municipio. Una piccola folla è già radunata ad attenderlo: suo nipote con la famiglia, due ex compagni delle elementari, uno sordo e l'altro in carrozzella con la badante, la vicina di casa ottuagenaria che gli fa una corte spietata da quando si è trasferita sul suo pianerottolo e ha scoperto che lui, proprio lui, il Bacci, è un pittore. Al pensiero stringe con più forza il pacchetto che ha sotto l'ascella, incartato come un'orata nella carta marrone che ha recuperato in fondo a uno scatolone in cucina. L'ultima sua opera, quella che gli è valsa il Gran Premio della Giuria della Sagra del Pesce e la fatica di scrivere, alla sua veneranda età e con sei decimi per occhio, con cataratta, un discorso di accettazione all'altezza delle circostanze.
Qualche commento in genovese, poi, strette un paio di mani, Bacci viene accompagnato dall'addetto alla portineria, svegliatosi per l'occasione, fino a una saletta adibita alla cerimonia. Due tavoli tristi con tovaglie di carta reggono il rinfresco: focaccia e Bianchetta, offerti dal panificio all'angolo. Dieci persone al massimo, va bene, Bacci? Il comitato organizzatore è assente, ha optato per un vernissage a Porto Pidocchio, di non si sa bene chi. Un dilettante, senz'altro, abituato a dipingere ciottoli, onde e nature morte di pansoti. Il sindaco, che ha conferito l'onorificenza, è in vacanza. Un rappresentante, almeno, lo hanno lasciato: Sciutto, il sottosegretario dell'ufficio catasto. Per l'occasione ha appuntato sul petto una spilla a forma di padella che riprende la forma di quella gigante che sfrigola giù in piazza. Il venerando artista guarda l'orologio e regola gli apparecchi acustici. Sì, a giudicare dal casino che arriva fin lì i milanesi si sono buttati sul fritto misto. Bacci si perde completamente il discorso introduttivo, impegnato com'è a trovare una posizione comoda per le sue scarne chiappe sulla seggiola di plastica. Si riprende giusto quando Sciutto gli posa la mano grassoccia sulla spalla e gli urla nel timpano sinistro: "Vada, eccellenza, tocca a lei!"
Finalmente!
In piedi. Pochi passi, fino ai tavoli del rinfresco: appoggia il pacchetto sui bicchieri compostabili, lo apre dopo dieci minuti di tentativi. Si gira verso il pubblico, mezzo addormentato o distratto dagli odori di totano e acciughe che spirano dalla passeggiata.
Bacci regge il suo capolavoro tra le braccia, come a cullare un neonato. Sorride e si ricorda di avere dimenticato la dentiera sul comodino, ma è ferocemente soddisfatto. Alza la crosta: "Ritratto di pilota di vaporetto all'alba." Il titolo dice tutto, e c'è pure il gabbiano che caga in volo. Il pittore posa il capolavoro vicino al bottiglione della bianchetta ed estrae dalla tasca un foglio di carta ingiallita accuratamente piegato. Schiarisce la voce: cerca un sputacchiera, poi ricorda che l'articolo è estinto da qualche decennio.
Gesto teatrale, silenzio in sala.
"Egregio Signor Sindaco... assente, cari concittadini, quale occasione migliore della Sagra del Pesce per aggiungere lustro alla nostra Camogli con il conferimento del prestigioso premio Padella dell'Anno alla migliore opera prodotta dalla schiera di artisti locali, peraltro onusti di gloria. Mi compiaccio di essere stato prescelto dopo trentacinque anni di assidua partecipazione, grazie anche alla lungimiranza e alla competenza di una giuria che è stata finalmente in grado di separare il grano dalla pula e di individuare nella rosa dei candidati chi meglio può incarnare l'anima marinara del nostro amato borgo."
Un rumore di seggiola spostata interrompe l'oratore. Una balena ricciuta si è alzata e ora ballonzola fino al tavolo del rinfresco. Bacci vorrebbe riprenderla per la mancanza di rispetto, ma è troppa l'urgenza di leggere le parole messe insieme con fatica in una settimana di insonnia.
"L'Artista ha voluto rinnovare l'iconografia obsoleta e consunta delle marine e degli scorci di porto, senza cadere nella ritrattistica scontata degli oggetti simbolo della nostra tradizione: le reti, la padella, il pesce, l'aglio, il mortaio. Il vaporetto della tratta Porto Pidocchio-San Fruttuoso, al contrario, con il suo aroma di gasolio, il ponte vissuto, le rughe di salino e di salsedine, il carico umano paragonabile solo a quello dei mezzi di trasporto di altre grandi civiltà, come quella del subcontinente indiano con i suoi treni, obbliga l'animo a scendere dal piano metafisico all'immanenza della quotidianità, dove è l'occhio del pilota, sognante alla luce dell'alba, che si fa àncora per l'osservatore."
La balena ha caricato un vassoio con focaccia e bicchieri sgocciolanti vino bianco. Bacci storce il naso, ma prosegue.
"Con estrema gratitudine accolgo pertanto questo riconoscimento di assoluto prestigio, che premia lustri di fatica, di sogni, di dedizione assoluta all'arte e alla mia città."
Sciutto gli mette in mano un wok con un fiocco sul manico e una scritta incisa sul fondo: Maestro della Sagra del Pesce _ Camogli 2021.
Bacci si commuove.
"Un applauso al maestro Parodi Schiappacasse." Sciutto incita il pubblico striminzito, palesemente ansioso di ricongiungersi con la folla in paese, radunata intorno al fritto misto.
"L'opera "Ritratto di pilota di vaporetto all'alba" sarà esposta per quindici giorni alla Pro Loco", continua Sciutto "per eventuali..."
"... approfondimenti e richieste", il vecchio riprende la parola "l'Artista è a disposizione, perché l'arte va verso la gente e non si arrocca in una torre d'avorio che la rende un sogno lontano e irraggiungibile da parte del fruitore: essa scende dall'olimpo delle idee per tradursi in poesia di colore e di sentimento..."
Sedie spostate, scuse borbottate a mezza voce: uno sguardo rapido all'orologio, è l'ora del secondo giro di frittura. Bacci capisce, si risente, ma è rassegnato di fronte all'ignoranza e all'empietà de volgo. Che se ne vadano. Li guarda sfilare.
"Maestro, un pezzo di focaccia?" Il cetaceo si avvicina.
Bacci Parodi Schiappacasse osserva lo spuntino, unto puro e bianchetta. Un pezzo di cipolla decora il vassoio e lui pensa che il "Ritratto di pilota di vaporetto all'alba" assomigli a una falce di luna al tramonto.
