Scrivi le parole di un inno che esalti la squadra del Genoa
Breve storia di un grifone
Mi era caro volteggiare,
a cime e boschi la barba fare,
in cerca di carogne, placido, vagare.
Ma in questo mondo sempre più stretto,
ecco, l'equilibrio si è rotto
e delle mie palle, in senso figurato,
qualcuno ha fatto bieco mercato.
Senza chiedere permesso o scusa
mi si addita come musa,
mi si invoca con cori, striscioni e bandiere
da uomini, donne, famiglie intere.
Che sarà mai, mi chiesi, questa cosa da pazzi
che all'ebbrezza induce bambini, uomini e ragazzi?
Planai dunque un giorno sopra Genova, a Marassi,
dove a un grande e strano nido giungono migliaia di passi
e questi strani pulcini umani
berciano e battono le mani,
ma non per un osso, pezzo di carcassa o boccone,
bensì dietro a un uovo a forma di pallone.
Bianco e nero
come un uccello forestiero,
è la preda di un'insolita brigata:
undici bipedi, una cova esagitata,
poi via, nella grande aia per far centro
e far sì che quell'uovo vada dentro:
dentro un canestro di legno e rete
guardato da un uomo con piume da prete
e braccia lunghe per volare
ma incapaci di parare.
Volteggiando, volteggiando,
già mi stavo interessando
e dal blu, lassù nel cielo
cadde presto il primo velo,
poi scoprii con gran piacere
nuovi eroi dentro al paniere.
Mi direte, è cosa buffa
starnazzare per la fuffa,
ma ora seguo anche il pallone
come fosse un aquilone,
e mi beo di tanti osanna
che ricevo come manna.
Ora ho undici pulcini,
belli, brutti e anche cretini,
che però dentro a quel nido
mi han strappato più di un grido.
Han le penne rossoblu
come i galli nel vudu,
niente tecnica di volo ,
né del cibo fanno bolo,
ma li ho presi in simpatia,
con la loro sciatalgia.
Ho scoperto che han coraggio,
vanno sempre all'arrembaggio,
ma, testoni come un mulo,
si fan spesso fare il culo
da nidiate più dotate, più cattive e più allenate.
Però il cuore han da grifoni,
e le unghie da leoni,
e la cura mia materna,
porta in cima alla Lanterna
il mio inno a onde corte:
questo Genoa è proprio forte!
I pulcini, frastornati,
mi han fissato imbarazzati:
forse pensan che il pollastro
sia un simbolo di impiastro
e già pensan, birbantelli,
a sdraiarlo su fornelli.
Giammai! Gridai
e con alti e rochi lai
verso il campo li guidai:
forza Genoa, forza grifone,
siate il nuovo tormentone,
che in molti genovesi
farà sorgere ipertesi.
